tevfik kaptain one
Per Massimiliano Del Pidio

Relitto Tewfik Captain 1 – Santa Maria di Leuca

Relitto Tewfik Captain 1 – Santa Maria di Leuca

Il Tewfik Captain 1 era una nave mercantile utilizzata per il trasporto di materiali lungo le rotte del Mediterraneo. In seguito a un’avaria e a gravi problemi strutturali, l’imbarcazione affondò al largo delle coste di Leuca, adagiandosi su un fondale relativamente basso che oggi permette ai subacquei di esplorarla con grande facilità.

Il relitto si trova infatti su un fondale di circa 23 metri, con alcune parti della struttura che si sviluppano ancora più in alto. Questo rende l’immersione particolarmente interessante perché consente lunghi tempi di esplorazione e una visibilità spesso molto buona.

La nave è ancora ben riconoscibile nella sua struttura: durante l’immersione si distinguono chiaramente la prua, le grandi stive e parte delle sovrastrutture, creando uno scenario suggestivo che dà la sensazione di trovarsi davanti a una nave addormentata sul fondo.

Come accade per molti relitti nel Mediterraneo, anche il Tewfik Captain 1 è diventato negli anni una vera oasi di biodiversità. Le superfici metalliche sono colonizzate da spugne, alghe e organismi incrostanti, mentre tra le strutture della nave trovano rifugio numerose specie marine.

Durante l’immersione è facile incontrare saraghi, corvine, murene e gronghi, mentre attorno al relitto nuotano spesso banchi di castagnole, occhiate e salpe che animano continuamente l’area.

Grazie alla profondità moderata e alle dimensioni del relitto, il Tewfik Captain 1 è una immersione perfetta sia per subacquei Advanced sia per chi vuole avvicinarsi al mondo dei relitti di grandi dimensioni senza affrontare immersioni particolarmente profonde.

Profondità: circa 20–23 m
Tipologia immersione: relitto

Livello consigliato: Advanced 

tevfik kaptain one
Per Massimiliano Del Pidio

Relitto Aderno – Civitavecchia

Relitto Aderno – Civitavecchia

Quando si scende lungo la cima nel blu del Tirreno e la sagoma dell’Aderno comincia lentamente a prendere forma dal fondo, si capisce subito di trovarsi davanti a un’immersione che ha carattere.

L’Aderno era una nave mercantile italiana, impiegata per il trasporto di materiali lungo le rotte commerciali del Mediterraneo. Terminata la sua carriera operativa, l’imbarcazione venne affondata intenzionalmente al largo di Civitavecchia per contribuire alla creazione di una barriera artificiale, utile sia alla tutela dei fondali sia alla ricostruzione dell’habitat marino.

Oggi il relitto riposa su un fondale di circa 40 metri, con la struttura ancora ben riconoscibile. Durante l’esplorazione si distinguono chiaramente parti dello scafo, sezioni del ponte e alcune sovrastrutture, che creano passaggi e scorci molto suggestivi per i subacquei.

Il tempo ha trasformato l’Aderno in una piccola isola di biodiversità. Le superfici metalliche sono ormai colonizzate da spugne, anemoni e organismi incrostanti, mentre tra le lamiere trovano rifugio numerose specie mediterranee.

Non è raro incontrare cernie, corvine e grossi saraghi, mentre nelle zone più riparate si nascondono gronghi e murene. Intorno al relitto, banchi di castagnole e occhiate creano movimento continuo rendendo l’immersione sempre viva e dinamica.

Per profondità e tipologia di immersione, l’Aderno è particolarmente indicato per subacquei con esperienza nelle immersioni profonde o su relitto, offrendo un mix perfetto di esplorazione, storia e vita marina.

Profondità: circa 38–40 m
Tipologia immersione: relitto
Livello consigliato: Advanced / Deep

Per Massimiliano Del Pidio

Relitto Pierucci- Civitavecchia

Relitto Pierucci– Civitavecchia

Il Pierucci era una nave da lavoro utilizzata per attività legate al porto e alle operazioni marittime della zona. Dopo la fine della sua attività operativa, l’imbarcazione venne affondata intenzionalmente al largo della costa per creare una barriera artificiale e contribuire alla protezione dei fondali dalla pesca a strascico.

Oggi il relitto giace su un fondale di circa 35–38 metri di profondità ed è ancora ben riconoscibile nelle sue strutture principali. La nave si presenta parzialmente adagiata sul fondo, con parti della sovrastruttura e del ponte ancora visibili, offrendo scorci interessanti per chi ama l’esplorazione dei relitti.

Con il passare degli anni il Pierucci è diventato un vero rifugio per la fauna marina. Le lamiere sono ricoperte da spugne e organismi incrostanti, mentre tra gli spazi del relitto trovano riparo molte specie tipiche del Mediterraneo.

Durante l’immersione è frequente incontrare grossi saraghi, corvine, gronghi e murene, mentre sopra il relitto si muovono banchi di castagnole e occhiate. Non mancano occasionalmente anche cernie di dimensioni importanti, attratte dalla tranquillità offerta dalla struttura del relitto.

L’immersione sul Pierucci è indicata per subacquei con certificazione Advanced o Deep, ed è particolarmente apprezzata da chi ama le immersioni su relitto con buona profondità e grande presenza di vita marina.

Profondità: circa 35–38 m
Tipologia immersione: relitto
Livello consigliato: Advanced / Deep

Per Massimiliano Del Pidio

Relitto Liburna – Civitavecchia

Relitto Liburna – Civitavecchia

Tra le immersioni più suggestive del litorale di Civitavecchia si trova il relitto della Liburna, un sito affascinante che unisce storia, archeologia e biodiversità marina.

La Liburna non è una nave moderna ma la ricostruzione di un’antica imbarcazione romana, ispirata alle liburne, le veloci navi militari utilizzate dalla flotta romana nel Mediterraneo. Questo tipo di imbarcazione era famoso per la sua manovrabilità e velocità, caratteristiche che la rendevano perfetta per pattugliamento, esplorazione e combattimento navale.

La nave fu realizzata come ricostruzione storica sperimentale, ma successivamente venne affondata intenzionalmente al largo di Civitavecchia per creare un punto di interesse subacqueo e un habitat artificiale per la fauna marina.

Oggi il relitto si trova su un fondale di circa 30 metri di profondità ed è diventato negli anni un piccolo ecosistema. Le strutture della nave sono ricoperte da spugne, alghe e piccoli invertebrati, mentre tra le travi e i resti della struttura trovano rifugio numerose specie mediterranee.

Durante l’immersione è facile incontrare saraghi, corvine, murene e gronghi, mentre banchi di castagnole e occhiate nuotano sopra il relitto creando un ambiente sempre dinamico. L’atmosfera è particolarmente suggestiva: l’idea di esplorare una nave che richiama l’epoca della Roma imperiale rende l’immersione ancora più coinvolgente.

La Liburna è una immersione ideale per subacquei Advanced, perfetta sia per chi vuole avvicinarsi al mondo dei relitti sia per chi ama unire subacquea e storia.

Profondità: circa 28–30 m
Tipologia immersione: relitto / interesse storico
Livello consigliato: Advanced /

Per Massimiliano Del Pidio

Relitto Asia – Civitavecchia

Relitto Asia – Civitavecchia

Al largo di Civitavecchia si trova uno dei relitti più affascinanti del litorale laziale: l’Asia, una grande draga che oggi rappresenta un vero punto di riferimento per le immersioni su relitto nel Tirreno.

La nave, lunga circa 56 metri e larga 11, venne costruita nei Paesi Bassi nel 1956. L’armatore Italdredging S.p.A. la utilizzava per lavori di dragaggio e per la movimentazione dei fondali portuali. Per molti anni operò infatti nelle attività legate alle infrastrutture marittime.

Successivamente, il 4 aprile 1987, la nave venne tagliata in due tronconi e affondata volontariamente al largo della costa. L’obiettivo era probabilmente quello di creare un ostacolo artificiale contro la pesca a strascico, una pratica che danneggia seriamente l’ecosistema dei fondali marini. Con il passare degli anni, quindi, quella che era una struttura industriale si è trasformata in un vero rifugio per la fauna marina.

Oggi il relitto si trova a circa 36 metri di profondità e i due tronconi risultano ancora chiaramente riconoscibili sul fondale. Durante la discesa lungo la cima, inoltre, la sagoma della nave appare lentamente dal blu creando uno scenario molto suggestivo che rende l’immersione particolarmente coinvolgente.

Nel tempo la natura ha completamente colonizzato la struttura. Le superfici metalliche ospitano infatti spugne, anemoni e gorgonie, mentre tra le lamiere trovano rifugio numerose specie mediterranee. Non è raro incontrare cernie, saraghi, gronghi e murene; allo stesso tempo banchi di castagnole e occhiate nuotano sopra il relitto animando continuamente l’area.

Per queste caratteristiche l’immersione sull’Asia è particolarmente indicata per subacquei con certificazione Advanced e Deep. Allo stesso tempo rappresenta una meta perfetta per chi ama le immersioni su relitto ricche di storia, atmosfera e biodiversità.

Profondità: circa 36 m
Tipologia immersione: relitto
Livello consigliato: Advanced / Deep

Per Massimiliano Del Pidio

Pesce Palla

  Sono uno dei pesci più famosi della barriera corallina.

Una celebrità!

Come mi riconosci?

Sono abbastanza paffutello e tondeggiante rispetto agli altri pesci di barriera, le mie dimensioni variano dai 20 cm ai 70 cm.

Ho una boccuccia pronunciata con solo 4 denti grossi molto robusti che mi consentono di nutrirmi di crostacei e molluschi, a volte sono anche un predatore opportunista. Sono spesso molto affamato, ma non divento cicciottello per questo motivo, ho un alinea invidiabile io, tutta via la mia voracità contribuisce a mantenere in equilibrio l’ambiente in cui vivo soprattutto perché non disdegno la stella corona di spine (Acanthaster planci (Linnaeus, 1758), magari la conosci meglio come stella killer e io e i miei amici riusciamo a tenere sotto controllo quella che per il nostro ambiente sta diventando una minaccia.

 

Parlando ancora di me…vivo nei mari tropicali di tutto il mondo e il mio ambiente per eccellenza è la barriera corallina, dove mi piace nuotare tra i coralli e nascondermi tra la sabbia, in questa foto sono a Sharm el Sheik e c’è pure il mio amico mascherato.

Il mio colore è vario dal giallo acceso, al nero, grigio con striature, posso essere a puntino o mascherato, il tutto mi serve per mimetizzarmi meglio con il fondale.

La mia pelle è senza scaglie esse però sono sostituite da spine molto robuste che diventano ben evidenti quando mi gonfio.

 

Dicevamo ho una linea invidiabile io, tuttavia guai se mi fai arrabbiare….Ti anticipo, perché voi umani lo chiedete, NO! Quando mi gonfio non scoppio! Sono un pesce non un palloncino. Tuttavia, mentre tu per spaventare i tuoi simili dici parolacce, urli e fai cose, io quando divento stressato e mi trovo di fronte ad un pericolo

ingurgito grandi quantità d’acqua (o aria se fosse necessario) gonfiando a dismisura il mio stomaco, diventando così più grande rispetto al normale. Quando mi gonfio il mio corpo si ricopre di numerose spine dritte, che, come ti ho detto prima in condizioni di relax, rimangono invece adagiate sulla pelle. Divento appunto una palla e questo mio comportamento difensivo permette di spaventare il predatore. E sono anche indigesto tra poco ti spiego anche il perché.

 

Tutto questo per me rappresenta un notevole stress fisico che cerco di evitare volentieri, perciò lasciami in pace, non infastidirmi e soprattutto non testare se ciò che ti dico di me è vero.

Ricordati di essere un subacqueo responsabile e consapevole, sei a casa mia e sei un ospite.

Dicevamo…sono indigesto.

Il mio nome scientifico è Tetraodontidae si esatto i miei 4 denti, ma il mio corpo secerne anche una potente neurotossina: la Tetradotossina (TTX) che agisce sul SN portando a paralisi muscolare e morte per asfissia, sono velenoso SI. Il veleno che produce un esemplare come me, da solo basta per uccidere fino a 30 persone, vorresti adottarmi lo so. Mi adoro anche io. Questo veleno viene prodotto e secreto dalla pelle e in alcuni organi interni come: fegato, intestino e gonadi ecco perché se dovessi venir mangiato da qualche predatore morirebbe avvelenato. Non entro nei meriti della cucina giapponese, ma posso essere consumato solo a seguito di una preparazione appropriata tale da rendere inoffensivo il veleno ed impedirgli di contaminare la pietanza. Ma non mi mangerai perché ti ricordi esattamente che: “i pesci sono amici non cibo”. Confido in te mio saggio amico sub, proteggimi e rispettami e fammi un’altra cortesia, non mi confondere con i miei cugini: il box fish o pesce scatola e il pesce istrice (Diodontidae). Sono bellissimi anche loro, siamo parenti, ma non siamo la stessa cosa mi raccomando 😉

 

Ci vediamo sott’acqua

Per Massimiliano Del Pidio

Astrospartus Mediterraneus

ASTROSPARTUS MEDITERRANEUS

Ciao amici subacquei, oggi vi vorrei presentare quest’altra meraviglia del mare: Astrospartus mediterraneus o più comunemente chiamata stella gorgone.
Il suo nome è facile da ricordare se consideriamo che il nome scientifico deriva da aster, i più bravi in latino sapranno già che significa stella e spartos =arbusto. Mentre stella gorgone deriva dal fatto che le sue braccia ricordano una creatura mitologica, vediamo se indovinate?? Capelli incolti e pieni di serpenti che pietrificava chi incontrava il suo sguardo…vi è venuto in mente?! Esattamente è lei medusa la gorgone, solo che la nostra stellina di pietrificare gli uomini non ci pensa affatto.
Infatti, Astrospartus mediterraneus, è un echinoderma bentonico e sedentario che vive tra i 30 ed i 100 m di profondità. E’ una specie notturna e fotofoba, abitante del coralligeno la stella gorgone la si ritrova spesso su gorgonie o spugne, preferisce fondali rocciosi, detritici o sabbio-melmosi.

Vediamo un po’ com’è fatto e quali sono le sue abitudini. Il suo corpo è costituito da un disco pentagonale con un diametro di 6/8cm. Da qui si dipartono 10 braccia le quali si ramificano numerose volte creando un intreccio aggrovigliato soprattutto alle estremità sottilissime. Di fatto è un animale filtratore che cattura particelle organiche e piccoli animali planctonici grazie alle sue braccia estremamente ramificate e mobili in tutte le direzioni. Attiva di notte quando caccia, mentre di giorno rimane con le braccia contratte verso la zona orale. Durante la notte distende le sue braccia ramificate con le quali intercetta piccoli organismi, in una sola nottata è in grado di filtrare alcune migliaia di litri d’acqua. Le prede catturate vengono convogliate alla bocca tramite la contrazione del braccio responsabile alla cattura, mentre le altre braccia continuano la caccia.

Non so dirvi molto sulla fecondazione, secondo testi scientifici si sa per certo che i sessi sono separati e che non esiste dimorfismo sessuale. La fecondazione avviene in acque libere con l’emissione di spermatozoi e uova in mare aperto, la larva, chiamata ofiopluteo, conduce una breve vita planctonica per poi fissarsi al substrato dove avverrà la metamorfosi.

Non è così facile da incontrare in immersione, poiché come abbiamo già detto predilige elevate profondità. Quest’esemplare è stato fotografato dal nostro istruttore Massimiliano alla profondità di 36 metri, presso il nuovo relitto a Civitavecchia. Ad ogni modo la stella gorgone non ama la luce nè tantomeno i flash delle macchine fotografiche. Perciò mantenendo ferma la regola guardare e non toccare, in questo caso ok le foto, l’unico souvenir che possiamo portare dal mare, ma non disturbare troppo, poiché questo organismo reagisce particolarmente alla luce chiudendosi, perciò cerchiamo di moderare l’illuminazione. Ricordate sempre…e se estranei venissero a rompervi le scatole a casa vostra, vi farebbe piacere????

Fonti: Flora e fauna del mediterraneo, testo universitario zoologia zanichelli,biologiamarina.org, foto Massimiliano Del Pidio.

Per Massimiliano Del Pidio

Bonellia Viridis

BONELLIA VIRIDIS

Buonasera a tutti mi presento sono bonellia viridis e NO non sono un’alga o un visitors, pur essendo verdina, sono un invertebrato marino, un verme (Phylum Anellida) tanto per intenderci con i meno esperti, ma senza la segmentazione tipica degli anellidi.
Sottoclasse: Echiura
Famiglia: Bonelliidae
Genere : Bonellia
Sono stata descritta, per prima, dal medico torinese Luigi Rolando nel 1821 che mi chiamò così in onore dell’ornitologo Franco Andrea Bonelli, suo amico (così narra Wikipedia).
Come vi dicevo spesso passo inosservata e vengo scambiata per un’alga, poiché spunto in mezzo alle rocce come un filino verde bruno.
Il mio corpo è formato da due parti: il corpo vero e proprio e una proboscide. Il primo è piccolo, ha una forma ovale, sacciforme ed è spesso infossata nella sabbia o tra le rocce e contiene l’apparato digerente, l’apparato riproduttore e all’estremità opposta a quella da cui parte la proboscide è presente l’ano.
La mia proboscide invece, consiste in porzione allungata e tubulare, può raggiungere fino ai 2 metri di lunghezza, in genere questa è l’unica parte che voi subacquei riuscite a vedere. Essa può allungarsi notevolmente ed è estremamente contrattile, infatti se sfiorata si ritrae immediatamente e riesco a raggiungere dimensioni di 20-30 cm. La mi proboscide termina con due espansioni laterali che le danno una caratteristica forma a “T” leggermente ondulata che uso per sondare il terreno per procurarmi cibo. La parte che sta a contatto con il fondale è dotata di una scanalatura con ciglia che producono muco. Grazie a questo muco strisciando la proboscide sul fondo riesco ad intrappolare particelle alimentari e portarle alla bocca che è situata alla radice della proboscide, vicino al corpo cilindrico. Sono un detritivoro.
Fin qui niente di eccezionale, ma adesso vi racconto la parte curiosa dei nostri partners. Tutto quello descritto riguarda noi bonellie femmine. Il maschio è un pochino diverso è più piccolo raggiunge al massimo i 5-6 mm di lunghezza, con un apparato digerente molto ridotto, non ha una bocca sviluppata e per nutrirsi assorbe gli elementi nutritivi attraverso l’epidermide, grazie al rapporto di simbiosi con la femmina. Ebbene si! vive prima nella proboscide della femmina e poi al momento della fecondazione nei pressi degli organi genitali femminili. Non è un esempio di sfruttamento femminile secondo voi?
Ovviamente un altro fatto curioso riguarda la determinazione del sesso. Le larve fecondate vengono liberate, inizialmente nasco asessuato e trascorro la prima parte della mia vita come larva trocofora, tipo di larva di forma simile ad una trottola provvista di ciglia con le quali compio piccoli spostamenti, nuotando libera e felice nel mare. Il mio sesso dipende da quando sono mammona oppure no. Infatti se mi sviluppo lontano da mia madre (ovvero quelle di noi che rimangono libere in mare) diventeranno delle femmine, altrimenti quelle di noi che rimangono intrappolate nel corpo della madre o che nel loro gironzolare si trovano a contatto con un altro esemplare di femmina, entrano nel loro corpo e la larva si trasformerà in un maschio. Questo avviene perché le femmine adulte sono ricche di un pigmento verde detto BONELLINA che induce mascolinizzazione, in assenza di questa sostanza quasi tutte invece diventiamo femmine.
Altra curiosità, parlando del mio pigmento verde la bonellina, che non ha nulla a cui vedere con la clorofilla, ha un effetto tossico in grado di paralizzare i piccoli animali. In presenza di luce, la bonellina induce l’interruzione della mitosi e il “disfacimento” di altri apparati cellulari, uccidendo così batteri, larve ed altri piccoli organismi. Grazie a questo pigmento pur vivendo in ambienti potenzialmente ricchi di organismi incrostanti ne sono completamente priva.
Ad ogni modo la nostra vita è abbastanza sedentaria, viviamo nei fondali detritici e rocciosi ricchi di anfratti, da 10-15 m in poi. Sono stata avvistata dai miei amici subacquei in Sardegna e all’isola d’Elba, ma potete trovarmi in quasi tutte le immersioni fatte nel mediterraneo, ricordatevi solo una cosa siate subacquei responsabili e rispettosi, siete voi gli ospiti perciò limitatevi sempre ad osservarci, senza MAI toccarci o disturbarci, noi non lo facciamo mai.
Fonti:
• Flora e fauna del mediterraneo (A.Mojetta)
• Natura Mediterraneo magazine
• Wikipedia

Foto Scattata a Civitavecchia (Parete Pierucci) da Into The Sea ASD Massimiliano Del Pidio

Per Massimiliano Del Pidio

Octopus Vulgaris

lo sapevate che:

I polpi provengono dalla  famiglia degli Octopodidae (otto piedi) e attenzione attenzione il polpo NON ha i tentacoli  o quantomeno non ha quelli che in Zoologia vengono definiti “tentacoli”. Questi simpatici molluschi cefalopodi sono infatti dotati esclusivamente di braccia, 8 per la precisione, munite di una o più file di ventose.

Al centro, sulla parte inferiore dell’animale, si trova la bocca che termina con un becco corneo utilizzato per rompere gusci di conchiglie e il carapace dei crostacei dei quali si nutre.

Essendo sprovvisti di struttura ossea, i polpi usano i muscoli per dare rigidità al corpo: li contraggono e li rilassano a seconda della necessità e possono entrare in qualsiasi pertugio, aumentando le possibilità di sopravvivenza. Preferiscono uno stile di vita sedentario, sono schivi e molto intelligenti. Non amano la compagnia, ma nonostante tutto hanno un cuore generoso o meglio… hanno tre cuori. Due servono a pompare sangue alle branchie, mentre il terzo lo fa verso il resto del corpo e….udite udite sono di stirpe reale, hanno sangue blu. Invece dell’emoglobina, i polpi usano l’emocianina per ossigenare il sangue, infatti l’alto contenuto di rame di questa proteina dà un aspetto bluastro al sangue.

Pssss…il mio nome è Octopus Vulgaris e sono un polpo e non un polipo, siamo diversi in quanto i polipi sono invece animali acquatici generalmente sessili, esempio l’anemone di mare ecc appartenenti al phylum degli Cnidari. MI RACCOMANDO NON MI CONFONDERE!!!

Per Massimiliano Del Pidio

Discodoris Atromaculata

Salve a tutti mi presento, sono DISCODORIS ATROMACULATA ma voi mi conoscete come Vacchetta di mare per via del mio aspetto tipico arrotondato e piatto e per via della mia colorazione bianca a macchie scure. Sono un Mollusco Gasteropode appartenente all’ordine dei Nudibranchi. Mi presento nuda come mamma m’ha fatta, infatti Il nome nudibranchi sta a significare organismi con le branchie nude,sono totalmente priva di meccanismi di difesa apparenti, come gusci o aculei, ed è per questo che ho evoluto una colorazione che mette in guardia. Se mentre mi guardi vedi un ciuffetto non sono i miei capelli è il mio ciuffo branchiale che si trova nel mio lato posteriore, perciò sicuramente non mi stai guardando in faccia. Nella mia parte anteriore si trovano due piccole corna dette i rinofori, sono le mie appendici sensoriali. Sono ghiotta di spugne ed in particolare della Petrosia Ficiformis, dove spesso è facile incontrarmi, vivo nel mediterraneo e prediligo pareti rocciose e basse profondità, incontrarmi è semplice,basta cercarmi…..e ricorda sempre guardare si, toccare mai (tratto da flora e fauna del mediterraneo) 😉